domenica 28 novembre 2021

Prima domenica dell'Avvento

Oggi comincio con le decorazioni natalizie


Non è mia consuetudine anticipare i tempi, anzi tutt'altro, sono solita arrivare tardi, inconsapevolmente o di proposita scelta, infatti è molto difficile che riesca a stare al passo coi tempi e tanto più anticiparli.
"sto un passo indietro" è una condizione mia per indole. 
Ma ad ogni regola, che si rispetti, va data la chance dell'eccezione, non è buona consuetudine negargliela, altrimenti andremmo contro ai più basilari  corollari matematici...e no!! non si fa.


Tutto questo per dire semplicemente che sono pronta con i preparativi del Natale e un po' alla volta sto allestendo questo delizioso e non convenzionale albero bianco, che oltretutto finite le festività e spogliato dei suoi addobbi rimane permanente in sala da pranzo.



martedì 11 maggio 2021

 Cambio look per la sedia country

 Dopo tanto tempo torno a scrivere un nuovo post e lo faccio con un  progetto di restyling di una sedia acquistata qualche giorno fa nel mio mercatino dell'usato preferito.

Anche in questo caso vi sono tornata dopo molti mesi e ho trovato un ambiente più grande e ben organizzato, così è più facile trovare ciò che cerchi e allo stesso tempo essere catturato da oggetti che magari nella confusione generale, prima non riuscivi a trovare.

Avevo in mente  le classiche sedie in stile country di una volta, dalla larga seduta e le colonnine tornite, e sebbene fossi andata solo per curiosare, queste seggioline campagnole le ho trovate davvero, ben oltre ogni mia aspettativa. 

Non ho esitato nell'acquisto e le ho portate a casa.


Eccola qua, in ottimo stato, solo un dettaglio importante non mi piace questa classica laccatura lucida tipica di qualche anno fa. La mia idea invece è quella di riportarla al naturale, anche perché sotto questo strato di vernice sono sicura di trovare un buon legno.

Così è stato, ho lavorato la seduta con levigatrice e carta vetrata da 60 e riportandola al legno naturale  mi sono accorta che il piano è fatto molto bene e di un bel legno di larice, infine ho pulito le parti sverniciate con una soluzione di acqua tiepida e bicarbonato.

L'effetto finale è molto piacevole e il colore del legno adesso è caldo e molto bello.

Diversamente ho lavorato sulle parti tornite. Qui ho pensato di creare un leggero contrasto dipingendole di bianco con due mani di vernice opaca,  una volta asciutta, con la carta vetrata ho tolto parte della pittura facendo riaffiorare il legno sottostante, così da conferire alla sedia un aspetto leggermente rovinato, shabby appunto.
Infine con una velatura di bianco crema molto leggera ho ripassato il colore sulle torniture dando al bianco di sottofondo più movimento.







mercoledì 27 novembre 2019

Siamo come foreste



Come alberi mossi dal vento ci sfioriamo, ci guardiamo condividiamo lo stesso spazio, anche se troppo spesso dimentichiamo di affondare le radici nel profondo del medesimo humus. Siamo fatti della stessa sostanza e la diversità che ognuno di noi custodisce, è quella straordinaria ed incantevole apparenza con la quale la natura manifesta la propria infinita bellezza.
Troppo spesso però ci siamo dimenticati e ancora ci dimentichiamo di essere un unico grande organismo legato alla terra da un indissolubile vincolo vitale, non dare niente per scontato ma rinnovare ogni momento l'impegno affinché il domani non divenga un inesorabile passo verso il baratro dell'autodistruzione.



La natura ha mille risorse, ma è altrettanto stanca di correre ai ripari della nostra indifferenza, chiede aiuto a voce alta, ed è giunto adesso il momento di aprire bene occhi ed orecchi, ascoltare, comprendere, allentare la morsa, alleggerire il passo. 
Dove si è perduta la riconoscenza, dove è stato sepolto l'umile grazie per tutto ciò che dona? Forse giace là, sotto alle discariche della nostra esistenza, vere reali, sovrastanti come mostri assetati di morte. Dove è finito il senso del rispetto e la cura di uno spettacolo che si rinnova, ma che non può finire per essere un ricordo su di una foto sbiadita. 
Forse si è solo smarrito, si è lasciato abbindolare dall'indifferenza, dall'esaltazione di un ego affabulatore, intento a portare l'attenzione all'effimero, al volubile, al più,  e con lo sguardo sempre e solo rivolto su se stesso. 


 Un campanello d'allarme che si trasforma velocemente in una sirena non può più essere ignorato, la bellezza, la vita, il futuro è qui ora, adesso, domani è  già tardi. 
Siamo come foreste, non isole lontane, un albero che nasce lo fa in silenzio, cresce con umiltà consapevole e rispettoso di ciò che lo circonda, un albero che muore travolge i suoi vicini, indebolisce il terreno, si porta via con sé ossigeno e vita.



Alleggerire il peso dei nostri passi è ancora possibile, senza rimandare, senza delegare, senza illudersi che possa bastare una foto per mantenere in vita il ricordo di tanta infinita e straordinaria bellezza.